STORIA PER L’ACCOGLIENZA
Betta, l’apina smemorina cerca la sua scuola-fiore
Nel giardino di Millecolori, tra petali profumati e nuvole di zucchero filato, viveva un’apina dolce e un po’… smemorina.
Si chiamava Betta, e dimenticava sempre qualcosa: dove aveva lasciato il miele, dove aveva messo gli occhiali, dove andava e perché ci andava!
Ma aveva un cuore d’oro e le ali sempre in movimento. Betta adorava volare tra i fiori e salutare tutti.
Arrivò il primo giorno di scuola, e Betta era molto emozionata. “Oggi devo andare nella mia scuola-fiore… ma… quale sarà? Forse il girasole? Forse la rosa? O magari la margherita gigante?”
Betta prese il suo zainetto a righe, salutò l’alveare, e… VZZZZZZ! Partì.
Per prima si fermò in una scuola-girasole. Dentro, tutti gli insetti ballavano la danza del sole.
“Che meraviglia!” – disse Betta, “ma… io non so ballare così bene…” Allora ripartì.
Poi arrivò alla scuola-rosa. Lì i bambini-insetti leggevano poesie profumate e disegnavano con petali rosa.
“Oh, che bello… ma io sono un po’ pasticciona, i non sono brava a disegnare…” Betta sospirò e volò via.
Dopo ancora, trovò la scuola-margherita gigante. Tutti gli insetti avevano le antennine ordinate e camminavano in fila.
“Uhm… io mi dimentico sempre dove metto le cose… forse non è nemmeno questa.”
Betta cominciò a preoccuparsi.
“E se non esiste una scuola adatta a me? E se sono troppo smemorina per andare a scuola?”
Una lacrima le scese vicino all’occhietto… ma poi sentì una vocina allegra: “Ehi! Sei Betta, vero? Ti aspettavamo!”
Betta si voltò: davanti a lei c’era una scuola-fiore coloratissima, piena di luci, cuscini, libri, formichine e grilli che disegnavano, bruchini che costruivano torri, coccinelle che cantavano…
E sulla porta c’era un cartello: “Benvenuta alla Scuola dei Fiori Diversi!”
“Qui ognuno è speciale a modo suo” – disse la Maestra Cicala. “Anche chi dimentica le cose… ma ricorda sempre come far sorridere gli altri!”
Betta entrò, con le ali che le brillavano dalla gioia. E mentre appoggiava lo zainetto, una formichina le porse una matita: “Ti va di disegnare con me?” Betta sorrise.
Finalmente aveva trovato il suo fiore, il suo posto, la sua scuola. La scuola più bella del mondo!
ATTIVITA’ PER L’ACCOGLIENZA
- Lavoretto
Colorare l’ape betta o un fiore, ritagliare e incollare su un bastoncino di legno o una cannuccia. Abbellire con un nastrino colorato al quale si potrà attaccare la sagoma di un
piccolo fiore o di un cuoricino e scriverci sopra una dedica di benvenuto. - L’insegnante potrà realizzare la scritta BENVENUTI ALLA SCUOLA DEI FIORI DIVERSI da mettere all’ingresso della scuola.
- L’ape Betta e la sua scuola-fiore
- I bambini dipingono l’ape Betta e la sua scuola-fiore: ogni bimbo disegna o incolla il proprio fiore speciale con il suo nome al centro.
- Gioco “Chi sei?”: ogni bimbo pesca un messaggio come quelli di Betta (“mi piace disegnare”, “sono un po’ timido”, “adoro ballare”) e prova a scoprire chi ha caratteristiche simili.
- Il volo delle apine
I bambini si muovono nello spazio come api che volano: a volte veloci, a volte lenti, zigzagando. A un segnale dell’insegnante (“girasole!”, “rosa!”, “margherita!”), i bambini devono correre verso un angolo della stanza dove c’è un cartellone/immagine del fiore nominato. - La danza del sole (Scuola-girasole)
Con musica allegra, i bambini imitano i raggi del sole: si allargano con le braccia, saltano, girano su sé stessi come se fossero girasoli che seguono il sole. - Il percorso smemorino
Un piccolo percorso motorio con ostacoli semplici (tappetini, cerchi, tunnel, cuscini). L’insegnante dà istruzioni da ricordare (“prima il cerchio, poi il cuscino, poi il tunnel”), ma Betta (i bambini) a volte “si dimentica” e fa un percorso diverso: si ride e si accetta l’errore come parte del gioco. - La ricerca della scuola-fiore
Dividere i bambini in piccoli gruppi: alcuni impersonano i fiori (con coroncine o cartoncini), altri gli insetti delle scuole. Una bambina/o impersona Betta e chiede: “Sei tu la mia scuola?”
I fiori rispondono con brevi scenette: la danza, il disegno, la marcia in fila… Betta prova ma dice: “Forse non è la mia scuola…” Infine Betta arriva nella sua scuola…Tutti insieme recitano una piccola scena: Betta trova la scuola speciale e ognuno mostra una propria “abilità” o “diversità” (cantare, battere le mani, costruire, saltare, inventare un gesto). Finale corale: tutti accolgono Betta con la frase: “Qui ognuno è speciale a modo suo!” - Oggetti smarriti di Betta
Giochino teatrale: l’insegnante nasconde uno zainetto o altri piccoli oggetti (occhiali di cartone, un vasetto di miele finto). I bambini devono aiutare Betta a ritrovarli, inventando piccoli dialoghi:
– “Betta, forse hai lasciato gli occhiali sotto il fiore!”
– “Oh sì, grazie, me li dimentico sempre!”